| Brothers in Arms: Hell's Highway, la recensione (PC) |
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| Articoli - Videogame |
| Scritto da Stefano Ronco |
| Giovedì 06 Novembre 2008 21:26 |
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Ecco il terzo episodio della saga di Brothers in Arms, intitolato Hell's Highway. Come i due episodi precedenti aggiunge elementi tattici al classico FPS ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, migliorando però sotto diversi aspetti, nonostante siano ancora presenti alcune imperfezioni. Siete pronti per riaprire la Hell's Highway?
Se siete appassionati di videogiochi che riproducono scenari e situazioni della Seconda Guerra Mondiale, allora Brothers in Arms: Hell’s Highway fa al caso vostro. Si tratta di un FPS "arrricchito" da elementi tattici, grazie ai quali è possibile controllare una o più squadre di soldati, mantenendo però caratteristiche e dinamiche da vero shooter. Il tutto abbinato a un’ottima grafica e ad una trama coinvolgente, costruita intorno ai sentimenti e alle emozioni dei protagonisti, che sono qualcosa di più che semplici "burattini" animati su schermo .
Ambientazione La storia si aggancia a quella dei due capitoli precedenti e si svolge in Olanda durante l’operazione Market Garden nel settembre del 1944. Questa operazione si poneva come obiettivo la conquista di Berlino entro il natale del ’44, ma si rivelò ben presto un fallimento; nel susseguirsi delle battaglie le forze Alleate persero ben 17.000 soldati in soli nove giorni. Il giocatore si ritrova nei panni del Sergente Matt Baker, della 101^ Divisione Aviotrasportata dell’esercito degli Stati Uniti. E a seconda delle situazioni potrà comandare una o più squadre di soldati dotate di equipaggiamento differente. Fin dall'introduzione si viene resi partecipi del passato del protagonista e delle tragedie di guerra che hanno segnato la sua vita. La trama si dipana attraverso continui flashback tra l'infanzia, i ricordi del padre, i compagni di squadra persi negli episodi precedenti. Tra il protagonista, i suoi commilitoni e il giocatore viene a crearsi a poco a poco un rapporto quasi empatico. In questo aspetto si riconosce chiaramente il "debito" di questa serie firmata Gearbox nei confronti di un'altra serie di grande successo realizzata da Steven Spielberg e destinata però al piccolo schermo, ossia "Band of Brothers".
E' possibile nascondersi dietro a quasi tutte le superfici solide, premendo il tasto di copertura (default Q). In questa modalità la visuale passa in terza persona.
Caratteristiche Brothers in Arms: Hell's Highway si distingue dai classici FPS per via della possibilità di comandare le proprie squadre di soldati, che risultano indispensabili per progredire nelle varie missioni. Se non si è mai giocato ai due episodi precedenti è necessario prendere un po’ confidenza con i vari comandi, che risultano tuttavia abbastanza intuitivi e vengono spiegati in maniera chiara nel tutorial prima di cominciare le battaglie vere e proprie. Le squadre di soldati che si avranno a disposizione durante il progredire del gioco sono complessivamente 4, ognuna delle quali formata da 3 soldati. La prima squadra che ci verrà assegnata è la squadra d’assalto, munita di armi di fanteria standard quali l’M1 Garand e la carabina M1A1. Progredendo nel gioco avremo a disposizione la squadra di soppressione, equipaggiata con mitragliatori BAR M1918 o Thompson M1A1, la squadra Bazooka e la squadra MG, munita di mitragliatrice M1919A6 Browning capace di garantire un ottimo fuoco di copertura. In certe missioni inoltre sarà possibile utilizzare un carro armato Sherman per distruggere le difese tedesche e permettere l’avanzata delle truppe di fanteria.
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In certe missioni al giocatore viene dato il controllo di uno Sherman con cui devastare i soldati nemici.
Single Player: Modalità di gioco Nella campagna in modalità Normale o Veterano le squadre nemiche sono evidenziate da icone di soppressione, che si presentano come pallini rossi in corrispondenza della posizione dei soldati tedeschi; tali indicatori sono utili, oltre che per visualizzare la posizione dei soldati nemici , anche per capire il livello di minaccia che possono arrecare. Infatti ordinando ad una squadra di fare fuoco su dei nemici l’icona diventerà progressivamente grigia e quando il rosso sarà scomparso dall’indicatore significherà che i tedeschi si guarderanno bene dall’uscire allo scoperto per un breve periodo. Quello è il momento ideale per muoversi ed attaccare i nemici ai fianchi. Terminando la campagna in una delle due modalità precedenti si sbloccherà la modalità Reale: in quest’ultima le icone di soppressione non saranno più visualizzate, e lo stesso vale per l’indicatore di munizioni disponibili. Si tratta di un ulteriore tocco di realismo al gameplay. A quel punto starà a noi cercare i soldati nascosti tra le macerie, e ricordarsi di ricaricare spesso l’arma per evitare di trovarsi con il fucile scarico in mezzo alla mischia! La campagna prevede circa una decina di ore di gioco, che non sono molte e purtroppo ciò influisce sulla longevità del titolo. L’intelligenza artificiale inoltre non risulta molto evoluta; difficilmente i nemici eseguiranno delle operazioni di accerchiamento e generalmente si limiteranno a ripiegare. La situazione cambia in modalità Reale, in cui tuttavia la maggiore difficoltà è data perlopiù dall’assenza delle icone di soppressione e dalla possibilità di essere uccisi più facilmente. Nel corso delle missioni potremo inoltre sbloccare contenuti speciali quali documenti e immagini originali appartenenti al periodo narrato nel gioco. Si tratta per certi versi di una vera e propria "lezione di storia" interattiva! Non dimentichiamo che il gioco è stato sviluppato avvalendosi dell'esperienza e della consulenza di un militare esperto e reduce di guerra, ossia il Colonnello John Antal.
Se vi trovate scoperti o in situazioni di pericolo lo schermo apparirà rosso: affrettatevi a cercare una copertura!
Grafica Nel complesso la grafica risulta ben bilanciata: ci si troverà di fronte a scenari molto differenziati tra loro, dai classici combattimenti in campo aperto a quelli all’interno di fabbriche, chiese e palazzi in fiamme, introducendo quella varietà di situazioni e ambientazioni di gioco che mancava ai precedenti Brothers in Arms. Il motore grafico di Unreal Tournament 3 lascia il segno: la grafica infatti risulta ricca di particolari, gli edifici e gli oggetti in fiamme godono di un buon livello di dettaglio. Stesso discorso vale per la fisica del gioco, con molti particolari dello scenario che possono essere distrutti (ad esempio i veicoli o i sacchi di sabbia usati come riparo dai soldati) e, particolare cruento, la testa e gli arti dei nemici che vengono letteralmente “portati via” dal fuoco dell’MG42 o dall’esplosione di una bomba a mano in maniera assolutamente dettagliata. Piccoli difetti si possono vedere nelle animazioni dei soldati non sempre perfette e la mimica facciale potrebbe essere migliorata; inoltre è necessario fare l’occhio sulla sfocatura alle lunghe distanze quando si usa il mirino, che è tuttavia una peculiarità di questo titolo.
Le animazioni del fuoco così come le esplosioni hanno un buon livello di dettaglio.
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