| Gears of War 2: la recensione |
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| Articoli - Videogame |
| Scritto da Roberto Buffa |
| Lunedì 01 Dicembre 2008 02:56 |
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Osannato dai giocatori e dalla critica il primo Gears of War ha saputo rivoluzionare il genere degli shooter, imponendosi come nuovo paradigma tra i giochi d’azione e insidiando su Xbox 360 un trono che fino a quel momento era sembrato appartenere saldamente alla serie Halo. Epic ha dato vita a un brand capace di coinvolgere e trascinare, mettendo insieme una trama appassionante, dei protagonisti credibili e condendo il tutto con una giocabilità immediata ed una grafica “mozzafiato”. Un cocktail irresistibile che ha generato tanto (giustificato) entusiasmo, ma anche un filo di amarezza, con quella campagna troppo breve e quel finale in “sospeso”. Reo di aver stuzzicato l’appetito senza però riuscire a saziare. Splendido insomma… ma incompiuto.
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A “rimediare” interviene ora questo sequel, attesissimo, che promette ancora più azione, un gameplay più sofisticato, ambientazioni più varie e soprattutto una campagna più lunga. Riprendendo in mano la trama dal punto in cui il primo GOW era terminato. Senza dimenticare il multiplayer, già punto di forza del primo capitolo e ora ulteriormente “potenziato”. Per dirla con le parole di Cliff Blezinsky questo Gears of War 2 è “bigger, better and more badass”.
Ultima speranza Jacinto Un veloce sguardo alla trama. A quanto pare la bomba solare di Timgad sganciata alla fine del primo Gears of War non ha sortito gli effetti desiderati. Non solo le Locuste sono sopravvissute, ma ora sono più forti che mai. E rischiano di annientare per sempre il genere umano. Abbiamo vinto una battaglia. La guerra non è finita.
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L’ultima speranza degli abitanti di Sera è rappresentata dalla fortezza di Jacinto, un tempo fiorente città e oggi unico baluardo contro l’avanzata delle Locuste. La caduta di Jacinto significherebbe l’estinzione dell’umanità. Per questo il presidente Prescott chiama a raccolta le forze COG dando vita alla più grande offensiva che sia mai stata lanciata contro le Locuste. In ballo c’è il destino dell’umanità. Questa è la premessa ma a fare da antefatto vero e proprio ci pensa questa volta una degna introduzione che riassume gli eventi accaduti e anticipa ciò che il giocatore dovrà affrontare.
Un sequel “epico” Nel progettare questo sequel Epic ha raccolto tutto il feedback possibile dai giocatori, migliorando in quegli aspetti che nel primo GOW erano stati giudicati critici. Ad esempio le schermaglie lasciano ora il posto alle battaglie campali. Nel primo Gears of War la sensazione era quella di vivere un’esperienza che stava ai “margini” della vera guerra tra umani e Locuste. Piccoli scontri, poche situazioni “epiche”. In Gears of War 2 invece i momenti “memorabili” abbondano e ci si sente veramente parte del conflitto. Inoltre c’è più varietà di situazioni e anche di nemici. Ognuno dei quali richiederà una strategia specifica per essere contrastato.
![]() Incrementato anche l’arsenale a nostra disposizione, dove ora trovano posto armi come il lanciafiamme o le granate “inchiostro” che avvelenano un’area rendendola letale per un breve periodo di tempo. E ancora gli scudi che permettono di proteggersi e al tempo stesso di colpire.
![]() I fan del primo Gears non si preoccupino. La giocabilità il feeling sono rimasti intatti. Troviamo sempre cose come la ricarica attiva che potenzia i danni delle armi temporizzando con precisione la ricarica. E anche i controlli sono analoghi. In questo senso non si è stravolto nulla, solo affinato.
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Una novità importante riguarda il cover system. Nel primo Gears of War il sistema di copertura aveva svolto egregiamente il suo lavoro nella modalità campagna in singolo. Nel multiplayer invece, che pure era divenuto un punto di forza di quel titolo, il "balance" si era un pò perso. E la gente si inseguiva per le mappe facendo capriole e sparandosi in faccia. Ora Epic ha riportato in "carreggiata" il gameplay e il multiplayer è tornato ad essere tattico e basato sulla copertura reciproca e l’accerchiamento dei nemici, come avrebbe dovuto essere fin da principio nelle intenzioni degli sviluppatori. La regola d’oro dei Gears è valida ora più che mai: “trovati un riparo o sei morto”.
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Sono passati due anni dal nostro ultimo scontro con le Locuste, ma sul pianeta Sera il conflitto non si è mai placato… Marcus Fenix, Dominic Santiago e gli altri membri della squadra Delta sono pronti a combattere e a farci emozionare, ancora una volta e ancora di più in questo adrenalinico sequel del pluricelebrato Gears of War. Impugnate i pad… destinazione Jacinto! 













