| UK: il ministro della cultura vuole "regolamentare" Internet |
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| Notizie - Internet |
| Domenica 28 Dicembre 2008 17:29 |
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L'obiettivo del Ministro inglese è quello di arrivare ad offrire dei servizi web che siano sicuri anche per i bambini. Ma dietro a un progetto a prima vista lodevole si annida ancora una volta lo spettro della censura. Per raggiungere questo traguardo secondo Burnham è necessario infatti intervenire sugli ISP (Internet Service Provider). Una delle opzioni considerate consisterebbe nell'assegnare a ciascun sito una classificazione per fascia d'età, una sorta di "bollino" insomma, come quelli utilizzati per i film o per i videogiochi (PEGI). Fin qui nulla di che. Ma se la proposta di Burnham dovesse "passare" le conseguenze sarebbero in realtà ben altre. Provider quali British Telecom (BT), Tiscali, American OnLine (AOL) e Sky si vedrebbero costretti a offrire servizi Internet in cui i soli siti accessibili dagli utenti siano quelli ritenuti "idonei" per i bambini. Quest'ipotesi ovviamente ha scatenato le reazioni di tutti coloro che difendono a spada tratta la libertà del World Wide Web. Burnham rincara la dose "Le persone che hanno creato Internet parlavano liberamente di uno spazio che i Governi non riuscissero a raggiungere. Io credo che dovremmo seriamente rivisitare quel concetto, esercitando una regolamentazione su contenuti impropri oppure protetti da copyright. Internet è pieno di contenuti che semplicemente non dovrebbero essere disponibili per gli utenti. Questo è il mio punto di vista. Non è una campagna contro la libertà di espressione. Si tratta di definire dove sta l'interesse pubblico in questa situazione. Perché il suo perdurare significa il bene di qualcuno e il male di molte altre persone". L'approccio di Burnham prevede inizialmente una forma di controllo operata dai service provider, che dovrebbero agire come "organi di polizia" sul Web selezionando i contenuti, o usando un termine più appropriato "censurandoli". Se questo metodo dovesse rivelarsi insufficiente a quel punto potrebbero essere promulgate nuove leggi censorie. Burnham si riallaccia al successo della fascia televisiva "protetta" per i bambini, sostenendo che Internet dovrebbe essere gestito con un principio analogo.
![]() Il ministro laburista, che è padre di tre bambini prosegue affermando "Questa situazione mi tocca da vicino. Come tocca chiunque abbia dei figli. Lasciare i tuoi bambini a navigare su Internet per due ore da soli non è qualcosa che puoi permetterti di fare oggi. Bisogna allora studiare un sistema che permetta alle persone e soprattutto ai più piccoli di navigare in sicurezza". Burnham intende anche introdurre delle "tempistiche di intervento" a cui i siti ritenuti responsabili di ospitare tematiche "inadatte" dovranno adeguarsi per rimuovere il materiale offensivo. Secondo Burnham l'elezione di Barack Obama e l'insediamento della nuova Amministrazione rappresentano l'occasione per mettere in atto questo progetto congiuntamente con gli USA, auspicando poi che l'esempio venga seguito anche da altri paesi. A conti fatti però la forma di controllo auspicata da Burnham, almeno sui contenuti "fuorilegge" viene già garantita da strutture apposite, che agiscono contro siti che contengono materiale pedofilo, o contenuti protetti da copyright oppure che tentano di raggirare gli utenti attraverso meccanismi di scam o phishing. Mentre il problema della navigazione sicura da parte dei più piccoli si può risolvere solo con una supervisione diretta da parte dei genitori, a cui non c'è software o forma di controllo che possano sostituirsi efficacemente. Una censura a monte non risolverebbe il problema, limiterebbe solo la quantità e qualità dei contenuti offerti dalla Rete. In altre parole l'impressione è che Burnham, come tanti altri politici, non sia bene informato sul "funzionamento" del mezzo Internet, perché diversamente saprebbe che dove si poteva intervenire già si è intervenuti. La sua "crociata" contro Internet insomma assume i toni sensazionalistici di chi vuole solo farsi un pò di pubblicità. Anche se questo non significa che le sue siano "parole al vento". La speranza però è che la ragione e il buonsenso prevalgano sull'irragionevolezza di tali proposte. Se un progetto di legge di questo tipo dovesse passare andrebbe infatti a costituire un pericoloso precedente oltre che una minaccia per la libertà di espressione e la democrazia di cui Internet e il World Wide Web sono oggi i portavoce. Fonte: The Daily Telegraph Articoli correlati
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Intervistato a Londra da The Daily Telegraph, Andy Burnham, Ministro inglese della Cultura sotto il governo di Gordon Brown sostiene che al Web debba essere applicata una regolamentazione volta a garantire degli "standard di decenza", perché a suo dire oggi Internet è "un luogo pericoloso". Una filastrocca che non ci è nuova perché l'aveva pronunciata qualche tempo fa anche il nostro Primo Ministro Silvio Berlusconi, sollevando non poche polemiche. L'intenzione di Burnham ora è quella di negoziare con l'amministrazione Obama delle regole internazionali da applicare ai siti di lingua inglese. La libertà della Rete viene rimessa in discussione. 










