| Homefront: la recensione (Xbox 360) |
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| Articoli - Videogame |
| Scritto da Andrea Franz |
| Domenica 01 Maggio 2011 12:39 |
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2027. Una devastante crisi energetica globale sta mettendo in ginocchio il mondo, costringendo a rivedere i giochi di potere planetari. E mentre gli Stati Uniti perdono gran parte del loro prestigio vittime di una profonda crisi economico-sociale (tanto da arrivare a istituire la legge marziale), fa capolino il regime coreano che sfruttando una riunificazione nord-sud e abili alleanze invade il suolo statunitense, spegnendo nel sangue ogni velleità di rivolta. In uno scenario apocalittico ben tratteggiato da un’introduzione d’effetto, si fa appena in tempo a prendere coscienza di chi si è (Robert Jacobs ex pilota di elicotteri) e di cosa sta accadendo - si viene prelevati a forza da casa propria per essere deportati - che rocambolescamente un manipolo di combattenti per la libertà ci sottraggono ai coreani. Con una pistola in mano e ancora tante domande ci si ritrova a far parte della resistenza, pronti a lottare per il suolo natio. Indubbiamente all’inizio è forte il desiderio di conoscere a fondo i retroscena di quanto ci sta accadendo, aiutati anche da ritagli di giornale sparsi qui e là per le mappe, ricchi di informazioni su come si sia arrivati a tanto. ![]() I nostri compagni, improvvisati guerriglieri, sono caratterizzati discretamente per quanto ricalchino gli stereotipi di ogni sparatutto che si rispetti: la ragazza dura fidanzata del capo, il rude e testa calda compagno di avventure e così via. La trama, teorico punto di forza del titolo, si snoda scorrevole lungo le 5 o 6 ore scarse necessarie a completarla, pur non riuscendo mai a raggiungere momenti di grande spessore. Ciò nonostante è gradevole, godibile e a tratti persino “disturbante” - alcune scene iniziali colpiscono per la loro crudezza. Ma dal punto di vista ludico Homefront offre un gameplay che dir rodato è poco. In pochi secondi si ha l’impressione di averci giocato da sempre, fatta eccezione per qualche piacevole excursus nella guida dei mezzi fra cui l’elicottero e un blindato radiocomandato chiamato Goliath. Le mappe, apparentemente enormi ma per la maggior parte interdette al giocatore, offrono talvolta opprtunità di approcci differenti, ma si tratta di situazioni alquanto rare. ![]() Le scene di guerra sono condite da piccoli particolari che colpiscono l’occhio del giocatore, quali buonissimi effetti particellari (un po’ meno le esplosioni) e scie dei proiettili, con una gestione delle sorgenti luminose più che discreta. Ben presto però ci si rende conto dei limiti sia tecnici sia stilistici del gioco. L’Unreal Engine è tutt'ora capace di grandi cose - Bulletstorm ne è l'esempio - ma Kaos Studios di certo non è riuscito a tirarne fuori il meglio evidenziando le solite texture di media qualità e un generale aspetto un po’ datato. L’interazione con le ambientazioni è ai minimi storici, con i proiettili che non perforano nemmeno sottili assi di legno. Inoltre gli hitpoint dei nemici mal calibrati, l’intelligenza artificiale appena sufficiente (da entrambi i lati) e il respawn infinito dei nemici rendono frustrante superare i vari checkpoint. Il sonoro e le animazioni dei personaggi fanno il proprio dovere, senza infamia né lode, giovando di un doppiaggio discreto anche se con sporadici problemi di sincronia del parlato. ![]() In multiplayer, Homefront cambia faccia. Ritroviamo le classiche modalità tipiche di questo filone videoludico, dal Team Deathmatch alla Conquista, allestite in poche mappe ma particolarmente ben disegnate e con supporto di 32 giocatori. E' possibile personalizzare la propria classe - armi primarie, secondarie e bonus specifici - mentre le uccisioni, i colpi alla testa, le conquiste di settori e così via incrementano i Punti Battaglia, da spendere direttamente sul terreno di gioco tramite perks di vario genere. L’utilizzo dei mezzi innalza - e non di poco - la godibilità e la varietà di Homefront in multiplayer grazie a droni, carri armati o blindati e elicotteri, con la possibilità di usare anche le bombe al fosforo bianco. Purtroppo il gameplay frenetico è afflitto dal canonico balletto “nasci-muori-nasci-muori” dovuto anche allo sbilanciamento delle perks, in grado di rendere una squadra pressochè imbattibile. Non aiuta il lag e alcuni problemi in fase di ingresso nella partita degli amici. ![]() Nonostante le premesse incoraggianti - in primis la presenza di Milius alla sceneggiatura - Homefront soffre rispetto alla concorrenza a causa di un comparto tecnico davvero sottotono, un singleplayer troppo breve e un multiplayer interessante ma sbilanciato. Lungi dal poter scalzare Call of Duty o Battlefield, rimane una seconda, per non dire terza, scelta. Andrea Franz Titolo: Homefront Sviluppatore: KAOS Studios Editore: THQ Distributore: THQ Genere: Shooter Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3) Titoli correlati: Battlefield: Bad Company 2 (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Frontlines: Fuel of Wars (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Call of Duty Black Ops (PlayStation 3, Xbox 360) Aspetti Positivi: storia ben narrata; varietà del multiplayer Replay Value: discreto. Il multiplayer compensa in parte la brevità della campagna Aspetti Negativi: tecnicamente datato; lag nel multiplayer; problemi di bilanciamento; campagna troppo breve In Sintesi: carente sotto parecchi aspetti, Homefront non riesce a rivaleggiare la concorrenza blasonata VOTO: 6.5Articoli correlati
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